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Riva, il Cagliari e uno scudetto che non finisce mai... Fri 24 September 2021
Il Cagliari di quegli anni visto dalle firme degli Anni '70

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Il Cagliari delle prime firme
Gino Palumbo (Corriere della Sera): "Il trionfo del Cagliari rappresenta una svolta storica nell'evoluzione del grande calcio italiano. Per la prima volta una provinciale si inserisce nell'aristocrazia del football. Per la prima volta lo scudetto va al Sud. Per la prima volta il titolo di campione lascia il continente e si trasferisce nelle isole. Il calcio italiano deve rallegrarsene: sarebbe stato ben amaro il suo avvenire, e sarebbero state ben critiche le sue prospettive di sviluppo, se prima o poi l'esempio organizzativo dato dalle grandi società di Torino e di Milano non fosse stato seguito, e se la lotta per le maggiori conquiste fosse stata monotamente riservata ai nomi più tradizionali. Un calcio che non avesse saputo ampliare i suoi confini e non avesse saputo assicurarsi nuovi protagonisti e nuovi motivi agonistici sarebbe stato prima o poi soffocato dalla stanchezza. La vittoriosa sfida lanciata dal Cagliari alle forze tradizionali del nostro football è destinata a lasciare un'impronta: essa servirà indubbiamente a incoraggiare quanti altri _ dalle zone depresse del calcio _ ambiscono ad inserirsi nelle posizioni d'avanguardia; servirà quale modello ed esempio per i principi organizzativi attraverso cui si è realizzata; spronerà quanti erano rassegnati all'incubo delle inferiorità economiche o delle avverse condizioni climatiche; impegnerà le grandi sconfitte a preparare la rivincita. Da un campionato che è appena finito nascono già per merito del Cagliari i motivi d'attrazione, di fascino, di lotta che si svilupperanno nelle stagioni future. E nascono in un clima di fiducia, garantito dalla certezza che lo scudetto va a chi lo merita. E' un lietissimo bilancio".
Gianni Brera (Guerin Sportivo): "Il Cagliari campione esalta e i sardi e chi gli ha creduto. E' stato e rimarrà autore di una impresa sportiva che trascende il mero significato di un torneo di calcio pur tanto importante e seguito. Il valore della sua affermazione è almeno doppio rispetto alle precedenti in libro d'oro. Ha vinto superando squadroni famosi da quando calcio è calcio; ha dissolto gli avvilenti tabù del clima mediterraneo, avverso per generale convinzione alle grandi prestazioni atletiche ed al durevole mantenimento della condizione psicofisica, ha smentito ancora la conclamata psicologia degli italiani che si vuole comicamente traumatizzata dai continui viaggi in aereo. Le conseguenze dell'impresa cagliaritana possono veramente incidere sull'evoluzione del costume nazionale, non soltanto per quanto riguarda lo sport. Smentire dei tabù psicologici significa altresì costringere un popolo a rivedere le proprie superstizioni, rettificare dati che si volevano scientifici e non sono, dimensionare certi alibi fin troppo comodi per tutti. Il Cagliari ha potuto tanto giocando a calcio. Né sembra arguibile che tale affermazione venga accolta con il minimo dubbio. Lo sport è indice primario di vita civile".
Gualtiero Zanetti (La Gazzetta dello Sport): "Ora il Cagliari ha vinto, la Sardegna è al centro delle attenzioni generali, la squadra si appresta a girare l'Europa per la Coppa dei Campioni, per mostrarsi e mostrare il suo mostro, Luigi Riva, ovunque noto per nome e per fama, ma non conosciuto e quindi attesissimo".
Antonio Ghirelli (Corriere dello Sport): "Un nuovo rapporto di forza si è venuto creando in campo calcistico tra la parte più avanzata del nostro paese e quella che lotta accanitamente, in condizioni di estrema difficoltà e con grave svantaggio di partenza per portarsi sulle stesse posizioni. Già negli anni passati il boom del Napoli aveva dato una prima misura delle enormi possibilità potenziali del Sud e della riserva di entusiasmo popolare che vi si contiene. Cagliari ha avuto la fortuna e il privilegio di poter contare su un dirigente come Arrica, su un allenatore come Scopigno che, con consumata perizia hanno saputo inserirsi nel delicato gioco delle relazioni economiche ed umane con i centri di potere del Nord. Al Cagliari beninteso non rassomiglia tutto il Sud. Lo squadrone isolano ne simboleggia le capacità e i risultati migliori; ne rappresenta la forza motrice, la splendida pattuglia d'avanguardia, la fiammeggiante bandiera. Alle sue spalle molto lavoro resta ancora da compiere, molte lacune da colmare, molti errori e magagne da scontare. Ma il trionfo rossoblù avrà certamente l'effetto di accendere le fantasie e stimolare l'emulazione in tutto il mezzogiorno, nell'atto stesso in cui riempirà di una gioia sconfinata e innocente le decine di migliaia di emigrati nel Nord e all'estero".
Gianni Filippini (L'Informatore del Lunedì): "Il Cagliari ha rappresentato e rappresenta, soprattutto adesso che è diventato campione d'Italia, il simbolo di una sorta di pacifica, singolarissima rivoluzione. Nella squadra rossoblù c'è il rovesciamento di ruoli che parevano destinati ad un'inattaccabile fissità: da una parte i protagonisti per tradizione, dall'altra le eterne comparse. Ecco: il Cagliari ha dimostrato che anche una comparsa può diventare primattore, avanzare dal fondo del palcoscenico sino a dominare la scena, imporsi al pubblico e strappargli applausi. Ma per i sardi questo primato ha forza che trascina l'entusiasmo oltre lo sport. L'emozione e la gioia hanno vene di tutt'altro sangue: ha valore, in questo momento, il sentirsi primi, ed esserlo con unanime riconoscimento: confluiscono da inafferrabili distanze frustrazioni e complessi, sofferenze e delusioni chiedendo di essere cancellati, per un attimo almeno, dalla vittoria attesa e sofferta, infine goduta con spontanea, indescrivibile euforia. Rivincita, forse, anche con mille altri significati oltre quello calcistico; la raggiunta consapevolezza di potersi imporre contro tutti, a dispetto di tutti, la certezza che nessun traguardo è negato alla volontà, al coraggio, all'autentica forza. Non ha grande importanza se questa consapevolezza, questa certezza debbono adesso forzare il limite di un campionato di calcio per diventare su un altro piano, fatto di costume, evento quasi storico. Al Cagliari che ha vinto lo scudetto vanno evviva senza aggettivi: per un giorno almeno ci fa sentire tutti migliori. I migliori d'Italia".
Maurizio Barendson (Rai): "Anche il Sud può essere campione, lo è. Il calcio in Italia ha seguito lo stesso percorso dello sviluppo industriale del paese. Fiorito inizialmente a Genova, dove il pionierismo dei marinai e dei commercianti inglesi attecchì per primo, emigrò presto nelle metropoli del Nord incontrandosi con la loro moderna crescita e diventandone frutto e strumento. Ed eccolo a Cagliari con lo scudetto nel momento in cui la vita dell'isola sta lentamente mutando e la sua economia trasformandosi da agricola in turistico industriale. Un incontro perfetto, un appuntamento stupendo perché non casuale. La storia si ripete. Il calcio viaggia e prospera seguendo non fortuiti richiami. Lo scudetto in Sardegna è quanto di più puntuale si possa immaginare. Un'altra tappa del decollo della regione".
Angelo Rovelli (La Gazzetta dello Sport): "Cagliari è la seconda città di mare che vince lo scudetto dopo il Genoa degli anni eroici. Il riferimento non è senza motivo. Si tratta di una affermazione che va oltre il mero significato agonistico e si compendia negli sforzi di un sodalizio che ha voluto la conquista con la tenacia, la caparbietà tipiche di questa magnifica gente ed anche con la illuminata saggezza, con la acutezza e, diciamo pure, con la lungimiranza di dirigenti abili, provveduti e moderni".
Bruno Perucca (Stampa Sera): "Gigi Riva, adesso, potrebbe anche lasciare il Cagliari. L'idea sconvolgerà i tifosi della squadra dei 'quattro mori', ma a ben pensarci l'asso rossoblù e del calcio italiano , ha portato a termine una impresa leggendaria nella storia del nostro football, un'impresa che non dovrebbe essere rovinata _ Fiorentina insegna _ dalle difficoltà che sempre fanno seguito alla conquista dello scudetto. Riva, lombardo di Leggiuno, è rimasto in Sardegna sino a quando è riuscito a portarvi lo scudetto: ora potrebbe anche andarsene, come quegli eroi della storia del West, che una volta messa in ordine una città, una volta sgominati i cattivi, se ne vanno inseguiti da elogi e rimpianti verso un domani misterioso, verso nuove avventure"
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